Dare un senso al lavoro che fate – indipendentemente dal vostro ruolo o livello  – è fondamentale sia per avere un rendimento costante sia per avere un buon equilibrio tra lavoro e vita personale.
In azienda “non è sempre domenica” e il vostro rendimento rischia di risentirne. La routine quotidiana, le inevitabili delusioni che ogni attività porta con se, la sensazione di non essere poi così determinanti, sono tutti atteggiamenti umanissimi ma possono anche trasformarsi in nemici insidiosi. La cosa peggiore è che magari non ve ne rendete conto. Ma statene certi: gli altri – capi, collaboratori, colleghi, partner – lo capiscono, eccome.
Il modo migliore per uscire da questa impasse  è capire bene cosa il lavoro rappresenta nella vostra vita e se incontra, o meno,  le vostre aspirazioni più sincere.
L’esempio più bello che mi viene in mente è quello del Presidente Kennedy in visita alla Nasa. Siamo nel 1962. Il Presidente incontra un uomo delle pulizie e gli chiede “Lei cosa fa?”. L’uomo risponde: “Signor Presidente, do una mano a mandare un uomo sulla luna”.
La riposta dà il senso del percorso che ci attende. L’uomo delle pulizie aveva istintivamente assegnato al suo lavoro un significato più ampio – quello di contribuire alla conquista della Luna – e straordinariamente motivante.
L’istinto però può non bastare. Guardarsi dentro alla ricerca del senso del nostro lavoro può risultare un esercizio non facile. Ma serve, eccome.

Ecco come propongo di procedere.

Il primo passo è quello di scrivere su di un foglio di carta una serie di domande, come se fossero il capitolo di un libro. Quelle che seguono sono solo dei punti di partenza. Con il tempo, ognuno scrive il suo indice ideale.

Domanda 1 Cosa sai fare bene?

Domanda 2 Cosa ti piace fare?

Domanda 3 Cosa vuoi portare a casa sia sul piano professionale sia su quello personale e in che modo queste priorità vengono soddisfatte dal lavoro che fai?

Domanda 4 Dove vuoi arrivare e in che modo il lavoro che fai ti prepara ai tuoi traguardi?

Domanda 5 Il tuo lavoro ti aiuta a migliorare la qualità delle tue relazioni sociali?

Il secondo passo è quello di dedicare un foglio ad ogni domanda e alle risposte. Scrivete le risposte come vi vengono in mente. Non perdete tempo a trovare lo stile “giusto”. Aggiungete delle frasi ogni volta che vi viene in mente qualcosa. Se fate fatica, non abbiate paura di farvi aiutare da persone di fiducia….

Quando pensate di avere materiale sufficiente, e questo è il terzo passo,  provate a scrivere una frase che, in poche parole, spieghi perché ogni mattina andate al lavoro. Rileggetela ogni mattina, prima di uscire di casa.

Non abbiate paura di quello che scoprirete: anche il fatto di capire che quello che fate è lontano dalle vostre aspettative, se non altro, vi aiuterà a cercare delle alternative.

Mettete in agenda – quarto passo – una revisione periodica della vostra fatica.

Se avete dei collaboratori e volete farli crescere, provate a chiedere loro di fare lo stesso esercizio e – se lo desiderano – condividete i risultati in un incontro dedicato. L’impatto sull’efficacia della vostra squadra sarà sicuramente positivo.

In fondo, provare non costa nulla….

 

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