Farsi notare alle riunioni (ma senza strafare)

By Alessandro Pegoraro Parlare, Tips Nessun commento su Farsi notare alle riunioni (ma senza strafare)

Le riunioni sono una costante della nostra attività lavorativa. Non tutte saranno decisive per la tua carriera ma sfruttarle come una opportunità di imparare qualcosa e dare un contributo renderà il tutto più produttivo.

Ecco la ricetta che David Ketchum, capo europeo dell’omonima società di relazioni pubbliche, ha messo a punto per consentirti di metterti in una buona luce senza però “strafare”.

  1. Preparati. Non andare mai a una riunione senza sapere quali sono gli obiettivi, perché sei stato invitato e, soprattutto, cosa si aspettano da te gli altri partecipanti.
  2. Usa il tuo corpo per amplificare la tua “presenza”. Proprio così, il linguaggio del corpo è fondamentale. Cerca lo sguardo di chi sta parlando e, perché no, enfatizza la tua posizione di ascolto sporgendoti in avanti per ascoltare meglio.
  3. Ascolta. Lascia parlare prima gli altri e appropriati senza paura del loro punto di vista. Una riunione non è una gara tra idee contrapposte e il fatto di ascoltare i diversi punti punti di vista ti permette di capire meglio il mood dominante.
  4. Fatti sentire. Non “borbottare”. Esponi il tuo punto di vista con un tono di voce chiaro e misurato, senza dare troppo peso al fatto che la gente abbia o no voglia di ascoltarti.
  5. Sei non sei d’accordo manifesta il tuo dissenso, educatamente però. Di solito, le riunioni utili  non sono uno scontro di idee ma momenti nei quali si esplorano alternative e si prendono decisioni. Se la pensi in modo opposto rispetto a uno dei partecipanti fallo presente senza infierire. «Capisco il suo punto di vista ma vedo la cosa in modo leggermente diverso…»
  6. Se non ti senti sicuro di quello che stai per dire, lascia perdere. Meglio stare in silenzio che rovinarsi la reputazione con delle c…
  7. Sii generoso. Può sembrare banale ma fare un complimento a qualcuno tornerà utile anche a te. «Ho trovato il punto di Marina molto ‘astuto’ e questo mi ha fatto pensare che…» Marina apprezzerà il gesto e l’uditorio penserà, magari inconsciamente, che sei “astuto” anche tu.
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