Icf: coaching in crescita nel 2016

By Alessandro Pegoraro Coaching Nessun commento su Icf: coaching in crescita nel 2016

Sono disponibili i dati della nuova ricerca 2016 – le altre edizioni sono state pubblicate nel 2007 e nel 2012 – che l’International Coaching Federation ha commissionato a Price Waterhouse. Ne emerge il ritratto del coaching come di una professione prevalentemente al femminile (67%), sviluppata soprattutto in America del Nord e in Europa Occidentale, che lavora, in massima parte, con clienti aziendali. Ma vediamo qualche dato.

I coach con un’attività regolare sono circa 53.300 (si tratta ovviamente di stime). L’Europa Occidentale rappresenta il 35% del totale, seguita dall’America del Nord con 33%. Il resto se lo spartiscono l’Est europeo, l’Africa e il Medio Oriente, l’Asia e Oceania.

La maggior parte dei coach è raggruppata tra i 35 e i 60 anni di età.

Quanto guadagna, mediamente, un coach all’anno? Qui le aree geografiche fanno, e di molto, la differenza perché si va dai 18.400 dollari annui dell’Est Europa ai 73.100 dell’Oceania. Seguono, in termini di fatturato pro-quota, America del Nord (61.900) e Europa Occidentale (55.300). Il mercato del coaching vale, globalmente, oltre due miliardi di dollari (2.356). Anche qui la parte del leone la fanno America del Nord (40,6%) e Europa Occidentale (38,1%). Chi ha risposto all’indagine ha espresso fiducia nel futuro: il 75% si aspetta che il numero dei clienti cresca nei prossimi dodici mesi anche se è meno ottimista circa l’aumento dei propri emolumenti.

Un vero coach non si improvvisa: il 68% ha completato almeno 125 ore di addestramento presso scuole riconosciute prima di avviare la professione e attribuisce grande importanza alle credenziali professionali rilasciate dagli organismi accreditati. Il 51% degli intervistati dispone di una qualifica rilasciata proprio dall’Icf.

Chi sono i clienti dei coach? Innanzitutto le aziende e, in questo ambito, i più numerosi sono i manager, gli executive e i titolari d’impresa prevalentemente al femminile anche se le percentuali variano tra le aree geografiche. È interessante notare come i temi affrontati influenzino la ripartizione fra i generi: equilibrati fra i generi, temi come la leadership e l’organizzazione, mentre le signore prediligono argomenti come la carriera o lo sviluppo personale. In termini anagrafici, la maggioranza dei clienti si trova nella fascia 35-54 anni.

Quale futuro attende la professione? Abbiamo visto che i coach sono ottimisti in termini di crescita del loro parco clienti. Le maggiori preoccupazioni riguardano invece “gli abusivi”, che non fanno per nulla bene al mercato. In tema di sviluppo del mercato, gli intervistati hanno individuato la percezione crescente dei benefici del processo di coaching da parte dei clienti potenziali come la forza trainante.

In chiusura, ci piace evidenziare come i coach siano molto fieri del loro ruolo di agenti del cambiamento: il 50% ha sottolineato l’importanza del proprio contributo all’evoluzione sociale.

 

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